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Qualche rivolo di noia
Bagna le tempie della giornata
Il sole, una sirena, un salice, una siepe
E un sapore salmastro di polvere e di pepe
Il timido arabesco del volo di una vespa
Il ritmo affaticato di un giorno di vacanza
Per l'afa mi è venuto un leggero mal di testa
Svaniscono i contorni delle cose nella stanza
L'ozio è una venere sinuosa
Da troppo spazio alla commiserazione
E tu mi vieni a chiedere parole di conforto
Complicità d'amico e anche un po' di comprensione
E io cosa ti dico per fingere interesse
E io cosa m'invento per fingere attenzione?
Invece il mio pensiero è a oceani di distanza
Senza che tu lo sappia già naufrago lontano…
…sopra un bastimento di anime migranti
occhi scavati e fissi leggono il mare
hanno lasciato a casa un figlio morto per fame
nelle pupille speranza di arrivare
di un sorso di sole
di un orizzonte migliore
su cui riposare
sulla tavola poco pane e un pezzo di formaggio
alla finestra è di scena la vita
passeggia piano e distinta la domenica mattina
mio padre mi parla con parole da saggio
Testo e musica: Daniele Goldoni
Foto: Daniele Bottura
Stefano Liuzzo: chitarre
Enrico Caimi: percussioni
Gianluca Zaniboni: basso, piano
Daniele Goldoni: voce, chitarra
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