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Questa luna lucida che si specchia nel legno
Questo segno di fumo, d'improvvisa poesia
Che mi pulsa nei piedi per le strade di Roma
Questo vento diverso che prima non c'era
Questa voce di vino non sembra la mia
Sul cuscino su cui si riposa la sera
Tornerò ancora a casa per vederti di spalle
Per vederti la schiena e immaginarmi uomo
E un lavoro ance oggi l'ho mancato di poco
E un gioco di luci e sirene in lontananza
E la mancanza di ciò che noi forse eravamo
Accarezzerà il silenzio di noi due in una stanza
Quante volte il vento potrà ancora cambiare
Senza che questo mare non si agiti un poco?
Senza che finalmente non mi possa arrivare
Una folata di freddo per scaldarmi davvero
Differente fiducia, un solletico cieco
Per ricordarmi davvero che una volta io ero
Testo e musica: Daniele Goldoni
Foto: Elia Scanavini
Stefano Liuzzo: chitarra
Daniele Goldoni: voce |